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I pionieri del soccorso sanitario a Bellagio

La storia del soccorso sanitario a Bellagio ha inizio negli anni settanta. Il commendator Alberto Ambrosini, proprietario delle Seterie Ambrosini di Como, era innamorato della perla del Lario e periodicamente soggiornava in villeggiatura al Grand Hotel Villa Serbelloni. Per contribuire allo sviluppo del nostro piccolo paese e lasciare un segno tangibile del suo affetto, cercò di creare un piccolo pronto soccorso a Bellagio ma non vi riuscì. Scomparve prematuramente nel 1972. Per onorarne la memoria la famiglia Ambrosini decise di donare al comune di Bellagio un’autoambulanza nel settembre del 1972.

Poco tempo dopo in paese avvennero due incidenti mortali. Questi fatti scossero la popolazione e portarono un manipolo di coraggiosi Bellagini a creare un piccolo gruppo di volontari per utilizzare tale ambulanza per il trasporto in ospedale dei malati e degli infortunati sotto l’egida del Comune di Bellagio. Il medico condotto Dott. G. Annunziata li istruì tenendo un piccolo corso di pronto soccorso presso le scuole. Il 24 novembre 1973 venne effettuato il primo servizio di soccorso a Lezzeno. Erano tempi eroici per il soccorso sanitario; non esisteva una centrale operativa che coordinasse gli interventi. Le richieste di soccorso venivano fatte telefonando direttamente presso l’abitazione di alcuni volontari, che erano costantemente impegnati a stare in casa ed a lasciare libera la linea telefonica per le eventuali chiamate. L’associazione effettuava 7 - 8 interventi al mese e l’autoambulanza era dotata solo dell’ossigeno. Nel 1981 ottenne la concessione da parte della S.I.P. di un numero telefonico facile da memorizzare: lo 031 950000, tuttora utilizzato. Alla scomparsa del Dott. G. Annunziata l’istruzione ed il controllo sanitario dei soci dell’associazione passarono al Dott. A. Pozzi.
Egli continuò l’opera di preparazione dei volontari con delle serate aperte anche alla popolazione. In occasione di soccorsi impegnativi od eventi particolari la popolazione donava del denaro che veniva utilizzato per l’acquisto di moderne attrezzature per il soccorso.